Site Network: Main | Photo | Links | Disclaimer | Risorse |


COSA E' LA PSICOLOGIA DELLO SPORT?

La Psicologia dello Sport è un settore della psicologia applicata che studia gli aspetti psicologici, sociali, pedagogici e psico-fisiologici che influenzano e sono influenzati dalla prestazione nello sport e dalla partecipazione all’esercizio fisico.
Trova le sue radici sia nella psicologia che nelle scienze delle attività motorie e sportive ed ha un carattere multidisciplinare, facendo propri profondi contributi provenienti da altre discipline (medicina, sociologia, pedagogia, filosofia, igiene, biomeccanica…)
E’ un corpo di conoscenze che contemporaneamente offre anche indicazioni operative: le attività di ricerca e di studio non solo comportano una più approfondita comprensione degli aspetti psicologici connessi al fenomeno sportivo, ma hanno permesso un miglioramento delle metodologie di allenamento e dei metodi di promozione dell’attività motoria e di insegnamento dello sport stesso (Cei, 1998).
L’organizzazione di progetti di ricerca e di intervento ha sicuramente contribuito a delineare i confini e gli ambiti di intervento della disciplina e ciò sta rappresentando un punto di svolta fondamentale, in quanto, mentre nei paesi anglosassoni esiste già da tempo una definizione chiara degli ambiti di competenza dello psicologo dello sport, ancora oggi in Italia si fa confusione relativamente alle competenze che quest’ultimo dovrebbe avere.
Tra i falsi miti da sfatare e da chiarire c’è sicuramente quello per cui si pensa che la psicologia dello sport sia una forma di terapia: cosi come la psicologia del lavoro non è una terapia ma lo studio dell’uomo in un contesto lavorativo, cosi la psicologia dello sport svolge la stessa funzione, studiando l’uomo nelle varie situazioni sportive ed elaborando tecniche che permettono di ottimizzare la sua attività.
L’altro grande errore concerne il pensare l’azione della psicologia dello sport solo in una situazione di mancanza o di criticità, mentre, il suo obiettivo principale corrisponde alla valorizzazione e all’incremento delle risorse presenti.

CHI E' LO PSICOLOGO DELLO SPORT?

Lo psicologo dello sport è un laureato in psicologia che ha seguito inoltre un percorso formativo specifico in psicologia dello sport attraverso un Master e ulteriori training nell'ambito della psicologia clinica e/o delle organizzazioni.
Anche se non strettamente necessario, sarebbe importante che fosse (o fosse stato) un atleta e/o un allenatore, che abbia cioè conosciuto e vissuto il mondo sportivo.

QUALI SONO LE AREE DI INTERVENTO DELLA PSICOLOGIA DELLO SPORT?

Se la scarsa conoscenza del ruolo dello psicologo dello sport e le false aspettative possono generare resistenze, la definizione della specificità degli ambiti in cui questi opera, può costituire la base di un’apertura verso la psicologia dello sport, ma soprattutto di un clima di collaborazione ed interazione tra coloro che operano nel mondo dello sport. Infatti il ricorso alla Psicologia dello Sport aumenta di pari passo con la comprensione e l’approfondimento della disciplina stessa da parte di chi si occupa di sport e promozione del benessere.
Possiamo individuare due grandi aree interne alla Psicologia dello Sport (anche se, di fatto, sia in senso teorico che operativo, vi è una sovrapposizione continua):

a. Area che concerne il tema dell’ottimizzazione della prestazione ovvero lo studio degli effetti dei fattori psicologici sulla prestazione fisica e motoria.
La prima dimensione che sembra basilare è l’analisi dei processi cognitivi ed emotivi coinvolti nel controllo motorio e nella prestazione sportiva, delle abilità psicologiche implicate nei diversi tipi di discipline, dei processi motivazionali che favoriscono il coinvolgimento sportivo e il mantenimento nel tempo dell'interesse verso la disciplina nonché l’identificazione e sviluppo delle abilità interpersonali e le dinamiche di gruppo e quella dei processi di autoregolazione, dei livelli di attivazione e dei sistemi per affrontare lo stress agonistico. La conoscenza diventa, così, operativa attraverso lo sviluppo di precisi programmi di aggiornamento e di preparazione psicologica, in termini di consapevolezza dei propri limiti e implementazione delle proprie risorse, interventi che possono coinvolgere il singolo atleta o la squadra nella sua interezza e che seguono una precisa strutturazione stabilita in concordanza con l’intero staff dell’organizzazione.
L’obiettivo è quello di costruire programmi sempre più specifici per la preparazione psicologica degli atleti o delle squadre di alto livello. Al tradizionale modello di intervento che basa il lavoro di preparazione mentale su interventi mirati al rilassamento e/o all’imagery, si sono integrate le conoscenze provenienti dalle altre scienze dello sport: si pensi ai temi legati alle basi psicofisiologiche del gesto motorio, a quelli connessi alla relazione tra meccanismi percettivi, presa di decisione e azione nei contesti sportivi, a i temi legati agli aspetti motivazionali, a quelli della leadership e delle dinamiche interpersonali (rispetto all’insieme delle relazioni tra compagni di squadra, o tra l’allenatore e i giocatori) nonché alla necessaria attenzione agli aspetti organizzativi e sistemici del contesto in cui l’atleta opera alla ricerca di una prestazione sempre più elevata (Spinelli, 2002; Galmonte, Agostini & Righi, 2011).
In questo ambito la committenza può riguardare autonomamente il singolo atleta, la squadra, il tecnico sportivo o i quadri dirigenziali oppure può corrispondere ad una richiesta espressa dalla Organizzazione/ Società sportiva o dalla Federazione per tutte o alcune parti della sua struttura.
Dunque essere operativi nell'ambito dello sport significa sviluppare un programma di allenamento per la mente, al pari dei programmi di allenamento fisico; ma ancor prima significa lavorare su quegli elementi che costituiscono la base psicologica di un atleta, e che gli permettono di utilizzare al meglio le proprie risorse, attraverso un opportuno allenamento mentale. E in definitiva, permettere all’atleta di esprimere il proprio stile e le proprie abilità nel modo migliore, aprire così la strada a nuovi traguardi, dove l’uomo mette costantemente a prova a se stesso, in una danza continua che rappresenta la vita, è ciò che esprime al meglio il ruolo della psicologia nell’ambito dello sport.

b. Area che concerne il tema della promozione del benessere ovvero lo studio degli effetti della partecipazione all’attività fisica sullo sviluppo, sulla salute psico-fisica.
La definizione “Sport per tutti”è in linea con quanto sottolineato dalla Carta di Ottawa (1986), redatta nel corso della prima Conferenza Internazionale sulla Promozione della Salute, in cui è chiaramente espresso che la salute è una risorsa per la vita quotidiana, un concetto positivo che valorizza le risorse personali e sociali, come pure le capacità fisiche.
Oltre ai benefici fisici, lo sport ha anche una valenza educativa e sociale enorme, svolgendo un ruolo importante nella costruzione di una positiva immagine di sé, di una disposizione ottimistica verso il futuro; nello sviluppo di caratteristiche positive come l’autonomia, la consapevolezza delle proprie possibilità e la capacità di affrontare e superare le difficoltà; nel favorire la socializzazione, la cooperazione e la capacità di rispetto dei codici e norme precostituite.Il grande valore pedagogico dello sport è ancor più evidente quando lo sguardo si rivolge ai bambini e ai giovani: la pratica sportiva non solo favorisce lo sviluppo delle “competenze trasversali” (macro competenze implicate in numerosi tipi di compiti, motori e non, altamente trasferibili e generalizzabili in altri contesti) ma si configura come un veicolo importante di trasmissione di conoscenze in grado di agevolare lo sviluppo dell'individuo in tutte le dimensioni della personalità.
Il riconoscimento delle ampie possibilità che offre lo sport chiarisce il perché uno degli ambiti di interesse della psicologia dello sport sia l’analisi e sviluppo di programmi sportivi e progetti che prevedono l’uso dell’attività motoria nelle aree di promozione al benessere e all’attività, lavoro con disabilità motorie, insufficienze sensoriali o mentali, contesti di prevenzione al disagio e riabilitazione.
In questo ambito la committenza è di natura imprenditoriale (ad es. circolo sportivi), di natura associativa (come gli Enti di promozione sportiva) o di natura istituzionale(es. CONI,), con fondi di finanziamento banditi dall’Unione Europea, dai Ministeri, dagli enti locali.